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PARMA ROMA = 0 3

I giallorossi rispondono all’Inter dominando al Tardini (3-0) grazie ai gol di Totti (doppietta) e Mancini. Partita nervosa: gli emiliani contestano l’azione della prima rete. Espulso Corradi.

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PARMA, 7 ottobre 2007 – La Roma vince a Parma (3-0) e resta a tre punti dall’Inter, che ieri sera aveva battuto il Napoli. Gara decisa nel primo tempo con i gol di Totti (2′) e Mancini (21′) e l’espulsione di Corradi per doppia ammonizione. Nel finale il tris del capitano, arrivato a quota 194 gol con la maglia della Roma.

L’INIZIO – La chiave della partita gira dopo 120 secondi: Zenoni (poco reattivo) e Vucinic inseguono un pallone sulla linea di fondo, giusto a cavallo della riga. I ducali protestano, s’innervosiscono, Couto inaugura la serie dei cartellini. Ma quando Totti infila Bucci sfruttando l’assist del montenegrino, i tre punti hanno già preso la strada verso Roma.

NERVI – Difficile recuperare in queste condizioni. Il divario tecnico evidente e la tensione dei gialloblù scavano un altro solco quando Mancini realizza il 2-0 scattando sul filo del fuorigioco. Insomma, una situazione estremamente negativa per Di Carlo, che si aggrava quando l’arbitro Banti estrae il secondo giallo per Corradi (mani) con grande severità.

STESSO COPIONE – Doni resta praticamente a guardare, protetto da Ferrari e da un grandissimo Juan. La squadra di Di Carlo ci mette impegno e carattere, ma non dà mai l’impressione di poter affondare i colpi, nemmeno quando gli ingressi di Gasbarroni e Paponi aumentano le qualità offensive di squadra. I giallorossi al contrario piacciono per disponibilità al sacrificio (Mancini è un pendolino a destra) e velocità d’esecuzione. E a pochi metri dal traguardo Totti, 12 centri in carriera al Parma, firma il tris come fosse un gioco da ragazzi: palla verticale di De Rossi e tocco morbido. Semplice solo all’apparenza. Ma questa è la forza della Roma.

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MANCHESTER UNITED ROMA = 1 0

I Red Devils battono i giallorossi 1-0 grazie ad una prodezza di Rooney. La squadra di Spalletti sfiora il pari con Perrotta ed Esposito. Infortunio muscolare per Aquilani, uscito in barella.

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MANCHESTER (Inghilterra), 2 ottobre 2007 – La Roma cade ancora a Old Trafford. Ma stavolta esce a testa alta, al termine di una gara orgogliosa, in cui forse avrebbe anche meritato il pareggio. I Red Devils guadagnano tre punti grazie ad una perla di Rooney, ma la squadra di Spalletti ha risposto colpo su colpo, cancellando il 7-1 di aprile. Dopo un primo tempo di studio, la gara si è incendiata nella ripresa. Occasioni da entrambe le parti, la Roma ha avuto l’unica colpa di sbagliare troppo sottoporta. Sprecona. E non fortunata quando l’arbitro Gonzalez non ha ritenuto da rigore una spinta di Carrick a Mancini, e soprattutto in occasione dell’infortunio muscolare che ha costretto Aquilani ad uscire in barella.

PRIMO TEMPO D’ATTESA – I primi 45′ regalano un’unica emozione: Nani se ne va sulla sinistra, Rooney al volo sul secondo palo mette di poco alto. È l’unico sussulto nei primi 45′ per il centravanti dell’Inghilterra, per il resto adeguata controfigura dell’uomo invisibile. Merito della Roma. Per una volta prudente. Inevitabile, dopo la scoppola con l’Inter e con il ricordo della Caporetto dello scorso anno a Old Trafford sempre in mente. I giallorossi, che tengono basso Perrotta, con De Rossi e Aquilani che limitano gli inserimenti, provano a ripartire sfruttando soprattutto i tagli di Mancini, felpato ed elegante, e le cannonate di Totti, che ci prova non appena vede uno spiraglio, anche dalla grande distanza. Il Manchester, che in Premier League nonostante un attacco sulla carta atomico segna con il contagocce, conferma qualche limite in fase di finalizzazione. Sì, perchè i portoghesi Cristiano Ronaldo e Nani sono il pericolo pubblico numero uno sulle fasce, con le loro accelerazioni prepotenti, ma Saha (preferito a Tevez) in area non è certo Van Nilstelrooy. In più Curci, titolare al posto di Doni, ammalato dell’ultimora, si fa trovare pronto all’appuntamento più impegnativo: dà sicurezza con uscite tempestive al reparto difensivo, guidato dai soliti impeccabili Mexes e Juan. Lo 0-0 all’intervallo è il risultato più giusto.

L’OCCASIONE – A inizio ripresa subito un’enorme occasione per la Roma: Aquilani prova il tiro, che, deviato, finisce tra i piedi di Giuly, che da destra centra per Totti. Il capitano giallorosso ha un controllo imperfetto, poi cerca il pallonetto, alto sul’uscita di Kuszczak. Il Manchester reagisce subito: Nani se ne va sulla sinistra, il suo tiro-cross finisce sulla parte alta della traversa.

AQUILANI K.O. – La Roma al 15′ della ripresa perde Aquilani, fino a quel momento uno dei giallorossi più positivi. Il centrocampista della Nazionale va vicino al gol in contropiede, al termine di un bella azione corale di una Roma ora più intraprendente, poi cade a terra, infortunato. Per lui un problema muscolare. Esce in barella. Dentro Pizarro.

TUTTO MANCHESTER – La gara prende quota. Come il Manchester. Che cresce impetuosamente, fino a sfondare. Il forcing dei Red Devils inizia con una tiro di Rooney, buona parata di Curci. Poi Cristiano Ronaldo segna di tacco, ma in fuorigioco. Ma il gol è nell’aria. Lo trova Rooney, che segna con una prodezza: una girata in area di destro in diagonale: 1-0. Il Manchester insiste e rischia di straripare. Merito anche dell’ingresso di Tevez, iperattivo.

REAZIONE ROMA – La Roma però non molla. Non vede fantasmi: nè lontani, nè recenti. Soffre, e ci può stare, ma tiene botta. Lucida. Determinata. Matura. Ma ancora sprecona. Va infatti vicino al pareggio, o meglio, Perrotta si mangia un gol quasi fatto sul cross al volo di De Rossi dalla sinistra. La conclusione acrobatica del centrocampista della Nazionale, a porta spalancata, diventa quasi un disimpegno da difensore. Sfortunato. Perchè con quest’errore, che doppia quello che poteva chiudere in campionato la partita con la Juventus, macchia una buona prestazione. Ma non è finita. La Roma ci crede. Insiste. Esposito al 42′ si ritrova un pallone d’oro sul destro, ma lo mette fuori incrociando troppo il diagonale. 1-1 sfiorato. Roma sfortunata e sconfitta. Ma stavolta esce da Old Trafford a testa alta. Altissima.

Disastro Roma

ROMAINTER = 14

I nerazzurri si impongono all’Olimpico con le reti di Ibrahimovic (su rigore), Crespo, Cruz e Cordoba. I giallorossi trovano il momentaneo pari con Perrotta, poi franano. Fondamentale l’espulsione di Giuly al 28′ in occasione del rigore dello 0-1

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ROMA, 29 settembre 2007 – L’Inter stravince a Roma e si ritrova per la prima volta in questo campionato da sola in testa alla classifica. Il 4-1 finale è un segnale importante lanciato a tutte le avversarie: i nerazzurri sono i primi favoriti anche in questa stagione in chiave scudetto. La vittoria a Roma lo scorso anno fu l’inizio della fuga, vedremo se i nerazzurri sapranno concedere il bis. È la vittoria soprattutto di Mancini, che, ma è facile dirlo a posteriori, azzecca sia il modulo iniziale che i cambi: i subentrati Crespo e Cruz completano il tabellino dei marcatori insieme a Ibrahimovic (su rigore), Perrotta e Cordoba, decidendo la partita. È stata una gara anomala, fortemente condizionata dall’espulsione di Giuly avvenuta alla mezzora in occasione del fallo (di mano) che ha ha causato il rigore del primo svantaggio. Gara piena d errori, tecnici e tattici, anche marchiani, che hanno originato soprattutto le prime due reti, ma anche di pregevoli gesti tecnici, bello soprattutto il gol di Crespo, per l’azione che lo ha originato. Rilievi che non devono far passare in secondo piano i meriti dell’Inter, che dopo un inizio di stagione discreto ma non brillante, nel momento più difficile, quando Perrotta ha segnato l’1-1, ha tirato fuori il meglio di sè. Giocando bene e facendo valere il suo immenso, straordinario arsenale d’attacco. La Roma non esce ridimensionata, ma deve riflettere sulle 8 reti subìte nelle ultime tre gare.

PARTITA A SCACCHI – Roma schierata da Spalletti con il consueto 4-2-3-1, con Pizarro e Giuly al posto degli infortunati Aquilani e Taddei. Mancini invece rivoluziona la squadra. Presenta un’Inter ad un’unica punta, Ibrahimovic, con un centrocampo a 5, con Figo e Cesar alti sugli esterni. Quando Stankovic sale anche i nerazzurri sono disposti con un 4-2-3-1. Chiaro che il Mancio vuole chiudere tutti i varchi al gioco arioso giallorosso.

MANCINI QUASI GOL – Si parte con il botto. Punizione di Totti, Julio Cesar respinge, poi Mancini prova il tap in, Julio Cesar, stavolta strepitoso, ribatte. La replica nerazzurra è firmata Cambiasso, che ci prova al volo, di destro, il piede “sbagliato”, da dentro l’area. Conclusione centrale, Doni sicuro. C’è grande equilibrio, la Roma fa la partita, ma l’Inter soffoca la manovra della banda Spalletti, con Samuel tempestivo in ogni chiusura. I giallorossi trovano le loro caratteristiche combinazioni in velocità appena hanno qualche metro libero, magari in contropiede, e così vanno ancora vicini al vantaggio di nuovo con Mancini, Julio Cesar para in angolo.

LA SVOLTA – Totti calcia corto l’angolo, un peccato capitale, l’Inter si distende in contropiede, Cesar taglia davanti a Doni, che respinge, Ibrahimovic di testa cerca il tap in a porta vuota. Giuly para con le mani. Rigore ed espulsione. Dal dischetto Ibra non sbaglia: 1-0 Inter. Cambia tutto. L’Inter si ritrova con la giusta disposizione per gestire il vantaggio, la Roma con un buco a destra che Spalletti prova a tamponare spostando Perrotta. L’Inter ora respira, e gioca meglio, ma non concretizza qualche buona opportunità in fase di ripartenza. Gli errori, da entrambe le parti, si susseguono, si va al riposo sullo 0-1 con l’inerzia tutta a favore degli ospiti.

IL PARI – L’Inter a inizio ripresa perde i pezzi. Dacourt (problema inguinale) e Ibra (botta al collo del piede) sono costretti ad uscire. Dentro Crespo e Cruz: Inter ora a due punte con il 4-4-2. Un errore di Maxwell, che porta palla in maniera sciagurata nella propria area, diventa un assist per Perrotta che ne approfitta e trova la botta in area per il momentaneo 1-1.

REAZIONE E ALLUNGO INTER – L’Inter reagisce all’harakiri come una belva ferita. Le mosse di Mancini si rivelano azzeccate: Crespo e Cruz, preferiti a Suazo e Adriano, decidono la gara. El Jardinero ci prova subito con una botta di destro: palo. Il vantaggio lo sigla Crespo, già letale contro la Roma nella scorsa stagione, che raccoglie da predatore d’area la respinta di Doni su una botta di Cambiasso: 2-1. Il 3-1 che chiude i conti arriva 3′ dopo: Cruz va a segno con un sinistro rasoterra angolato da fuori area, Doni non impeccabile.

L’INTER STRARIPA – La Roma ora fa acqua da tutte le parti. Spalletti ha forse il demerito (ma non aveva neanche il tempo) di rendere più solido il centrocampo dopo il pari. E l’inferiorità numerica (che non puoi nascondere con questo modulo, forse adottato in maniera troppo dogmatica in casi estremi come quello di stasera) fa il resto. L’Inter si riscopre cattiva e spavalda come lo scorso anno. E dilaga. Ha a disposizioni praterie, e ha voglia di sfruttarle. Cordoba trova il 4-1 di testa su cross da sinistra di Figo che pesa in maniera forse troppo pesante sulla Roma. In assoluto questa differenza tra le due squadre non c’è. Ma l’Inter stravince e torna a far paura. La vittoria dell’Olimpico non esprime verdetti, ma è un segnale importante mandato da Mancini e dall’Inter a tutte le concorrenti per la rincorsa al tricolore.